Il mondo della percussione ha la peculiarità di far coesistere gli stessi strumenti in culture e paesi diversi. Si pensi al tamburello a sonagli, o basco, comune tanto nella musica popolare del Mediterraneo quanto all'orchestra sinfonica e gli strumenti contemporanei con i loro predecessori (i timpani contemporanei con i naqqàra mediorientali, la marimba con il balafon africano).

L'intento che ha animato Maurizio Bianchini nella composizione di Ethnics è stato proprio quello di accostare a strumenti normalmente in uso nella musica occidentale suoni d'estrazione prevalentemente etnica.
Arrangiare i Quadri di un'esposizione è una vera sfida; l'orchestrazione si basa su quello che è considerato lo strumento a percussione russo per eccellenza: le campane (e per estensione gli altri idiofoni metallici glockenspiel, vibrafono e crotali) ai quali viene aggiunto un gran numero di tastiere, molte percussioni usate in veste coloristica e una parte di timpani sorprendentemente solistica.
La trascrizione di West Side Story (che accosta liberamente alcune danze alle più celebri songs) cerca, impiegando ampiamente il drumset alla maniera delle Big Bands, di avvicinare il suono all'originale musical di Broadway, caratterizzato da un'orchestrazione più scarna e jazzy rispetto alle successive versioni sinfoniche (senza tralasciare, trattandosi com'è noto della trasposizione della storia di Romeo e Giulietta nella New York delle comunità bianche e portoricane, l'utilizzo di strumenti tipici del Centro America quali maracas, claves, bongos e steel drum).
Maurizio Bianchini, Claudio Romano, Riccardo Balbinuttu, Claudio Cavallini, Matteo Moretti