L’enorme disponibilità di strumenti a percussione, messi a disposizione dall’Orchestra della Rai, e l’intervento di un buon numero di “Friends” con altri strumenti, hanno garantito un’estrema varietà di timbri e colori, fusi e tenuti insieme dall’elettronica. Ed è proprio il rapporto con l’elettronica uno degli aspetti più stupefacenti del disco: la precisione dell’emissione sonora di ognuno degli strumentisti è assoluta e l’amalgama tra il suono naturale e quello artificiale è davvero sorprendente, tanto che spesso non è facile intuire dove finisce uno e dove incomincia l’altro.

I brani eseguiti, si è detto, hanno come riferimento la musica del mondo, e se la formazione e la professionalità dei musicisti “classici” garantisce la qualità del prodotto, una buona dose di apertura e curiosità fanno il resto. Si passa così dalle sonorità trasparenti e vetrose di Sabbia, con Glockenspiel, Marimba, Campane tubolari, Vibrafono, Taiko Drum, a quelle ironiche, quasi grottesche di Perline, con la buffa apertura del clarinetto basso, a cui si sommano oboe, ottavino, violino e uno stuolo di percussioni leggere. Altri pezzi, come il n. 26, Still, partono dall’idea di un semplicissimo elemento naturale come l’acqua, per evocare mondi sonori complessi e affascinanti. Il ritmo resta comunque il protagonista principale di tutto il lavoro, com’è ovvio che sia trattandosi di musiche create per le percussioni e da un percussionista: il Maubin che compare come autore di tutti i pezzi altri non è infatti che Maurizio Bianchini, il leader del gruppo di percussioni, in questa produzione anche compositore.
Un progetto nuovissimo dunque, nel quale la solida professionalità di chi conosce davvero la materia strumentale su cui lavora si unisce alla fantasia e alla creatività. Un’occasione per aprirsi a mondi sonori lontani, evocati da strumenti come il Pechino Opera Gong, la Marimba africana, l’O-Daiko, un tamburo giapponese utilizzato anche da Henze nella sua opera Gogo no eiko. Un’occasione per conoscere strumenti poco noti e per imparare, grazie alla prodigiosa fusione di sonorità primitive con la più sofisticata computer music, come nella storia dell’uomo le conquiste del presente non escludano mai il passato.
Paolo Cairoli
recensione da "DRUM CLUB"
febbraio 2008
Maurizio Bianchini, Claudio Romano, Stefano Cantarelli, Carmelo Gullotto, Alberto Occhiena
Friends:
Martina Mazzon, Devid "Shrek" Ceste, Francesco M. Sette, Marco Panella, Alberto Giolo, Valerio Iaccio, Roberto Rossi, Claudio Scolari, Teresa Vicentini, Roger Catino, Luigi Arciuli, Cristian Crevena, Massimo De Franceschi, Giorgio Spriano, Stefano Cardo, Augusto salentini, Evelina Poggi